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Sona tamburiello
Su un coro di chiara
matrice sarda si innesta l’invito all’impegno.
Per annullare (7/8) nella pratica il confine tra regolare
e irregolare (tempo), normale ed anormale (cultura), amico
o nemico (paura).
Tammurriata nova
Tema sognante e leggero
che parte dalla forma canzone e si trasforma nella versione
più conosciuta della tradizione campana. La vivacità
si delinea attraverso l’improvvisazione della voce,
della ciaramella e della forza ritmica della tammorra.
Na na nao
Pizzica riveduta, con una prima parte di impronta barocca
e con impianto strumentale vario (flauto traverso e tromba
a fianco dei più tradizionali chitarra battente
e tamburello) ed una seconda più tradizionalmente
“salentina”
Doce doce
Canto all’amore, dapprima sofferto e delicato, poi
sentimentale e sognante.
Tammurriata l’occhiu de lu suli
Tammurriata calabrese.
Testo poetico arricchito da corde e voci che si rincorrono.
Il canto che serve il ballo è “spiegato”,
ma non necessariamente spinto. La tammorra, anticipata
da altre percussioni, si riscalda e si agita per sottolineare
un amore stupendo, ma non corrisposto.
Moresca delle streghe
Formule magiche, scongiuri e detti della cultura subalterna
intrecciati su ritmo di danza un po’ napoletana
e un po’ araba. Tratta dalla favola musicale “I
Tamburi delle streghe”, denuncia la sofferenza per
il razzismo, per il carcere e la violenza genericamente
stupida. Notte
Struggente lamento notturno, canto di speranza contro
l’ingiustizia. La notte è portatrice di riposo
e di sogni per contrastare la fatica e il dolore del quotidiano.
Si può vincere la paura col gioco. Affinché
i bambini (e gli adulti) del Medio Oriente non “giochino”
più alla guerra.
E’ turnato ’o
re
Nel canto, come in tutte le altre forme espressive,
le classi subalterne separano nettamente il bene dal male,
la ricchezza dalla miseria, l’allegria dal tormento,
alcune volte rassegnandosi al destino, altre volte adoperandosi
per rivendicare diritti e dignità. La sorte di
pochi ricchi e potenti umilia e mortifica il sacrificio
dei più. “ ’A faccia d’’a
storia!”
Fimmine fimmine
E’ il canto
di protesta più conosciuto del repertorio salentino.
Terra
Piccolo
dilemma sulle origini
Origini e globalizzazione,
tradizione e mercato. “Io sono extracomunitario
di me stesso” ’O
coro ’e Peppeniello
Brano con varianti nel contenuto: animali, attrezzi e
strumenti della cultura contadina.Gli strumenti musicali
con le loro diverse caratteristiche tecniche e timbriche
hanno un preciso
ruolo nella fantasia popolare. I ritmi tradizionali dei
carri di Portico di Caserta.Gli strumenti
del lavoro diventano strumenti musicali: botte (cassa),
tini (rullante) e falce (piatti). |
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